Confezioni ingannevoli al supermercato

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Scatola enorme e poco contenuto: le confezioni ingannevoli si possono trovare in quasi tutti i supermercati e riguardano generi alimentari, cosmetici e prodotti per la pulizia. Diverse aziende adottano questa strategia e i consumatori spesso si sentono ingannati e presi in giro.

In Germania, lo scorso giugno, ha suscitato molte polemiche il nuovo design della bottiglia Evian. L’associazione tedesca di Amburgo a tutela dei consumatori ha criticato il fatto che mentre in precedenza la bottiglia da 1,5 litri costava 0,89 €, ora alcuni negozi offrono solo bottiglie da 1,25 litri a 1,09 €: questo rappresenta un aumento del prezzo di quasi il 50% per bottiglia.

Anche una nota casa alimentare italiana è stata recentemente criticata per una questione simile legata alle fette biscottate: le nuove fette vengono infatti pubblicizzate come più spesse, e quindi più resistenti ma alcuni fanno notare che le nuove confezioni, a parità di peso, contengono soltanto 18 fette rispetto alle 20 presenti in precedenza.

Le aziende fanno spesso affidamento su un cosiddetto packaging ingannevole, per dare l’impressione che la quantità di prodotto contenuta nella confezione sia maggiore di quella effettiva. Spesso ingannano i consumatori con confezioni che contengono molta aria, che hanno un doppio fondo, pareti spesse, grandi coperchi oppure, semplicemente, mettendo il prodotto in una scatola sovradimensionata. Non ci sono regole che stabiliscono chiaramente quando la confezione di un prodotto possa essere ritenuta ingannevole.

In altri paesi tali metodi ingannevoli sono proibiti o, quanto meno, scoraggiati dagli enti ufficiali che si occupano di pesi e misure: sempre in Germania, ad esempio, esistono delle linee guida che impongono dei limiti alla percentuale massima d’aria della confezione.

Identificare le confezioni ingannevoli non è sempre facile. Anche se in Italia non esiste una regolamentazione simile, se pensi di essere stato ingannato puoi fare una segnalazione al servizio clienti dell’azienda produttrice oppure rivolgerti ad un’associazione per la tutela dei consumatori.

Le associazioni a difesa dei consumatori ritengono che sia necessario stabilire delle linee guida per le aziende per quanto riguarda il packaging ed applicare quindi delle regolamentazioni conseguenti. Sembra infatti che ormai sia una pratica industriale sempre più diffusa quella di ridurre il contenuto delle confezioni mantenendo costante il prezzo, se non aumentandolo.

I nuovi design delle confezioni, o le nuove formule, spesso distraggono i consumatori dal fatto che la quantità di prodotto contenuta all’interno sia stata ridotta, facendo quindi passare inosservato quello che, di fatto, costituisce un aumento di prezzo.

Al momento è tutto legale, a meno che il contenuto non venga ridotto senza indicarlo mentre le dimensioni e la confezione rimangano identiche.

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